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In caso di allontanamento di un familiare non occorre attendere: la denuncia va presentata immediatamente alle Forze dell’Ordine per attivare il Piano Prefettizio. In caso di emergenza visiva sul territorio, contattare subito il 112.
Il fenomeno delle persone scomparse in Italia non può più essere considerato un fatto privato e circoscritto alle sole famiglie colpite, ma rappresenta a tutti gli effetti una grave e complessa tematica di rilevanza sociale e di sicurezza pubblica. A confermarlo è la XXXIV Relazione Anno 2025, firmata dal Commissario straordinario del Governo, Saverio Ordine, che offre un’analisi dettagliata sull’andamento delle denunce e dei ritrovamenti nel nostro Paese, estendendo lo sguardo anche al primo trimestre del 2026.
Per il Nucleo Volontario di Protezione Civile di Mareno di Piave, da sempre impegnato nel supporto operativo alle istituzioni e nelle attività di ricerca sul campo, i dati della Relazione costituiscono una preziosa traccia per comprendere le evoluzioni di uno scenario in cui la tempestività dei soccorsi e il coordinamento locale fanno, letteralmente, la differenza tra la vita e la morte.
Nel corso del 2025 sono state registrate in Italia 25.358 segnalazioni di scomparsa (riferite a 22.065 singole persone, a causa dei casi di allontanamenti ripetuti). Un dato in lieve aumento (+1,9%) rispetto al 2024, ma che consolida una tendenza al ribasso rispetto ai picchi critici del biennio 2022-2023, quando si sfioravano le 30.000 denunce annue.
Se si guarda all’efficacia del sistema di ricerca complessivo – regolato dalla Legge n. 203 del 2012 che affida ai Prefetti la regia dei Piani provinciali e il coordinamento di Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Associazioni – la risposta delle istituzioni e del territorio si conferma solida ed efficace. Per i cittadini maggiorenni (italiani e stranieri) e per i minorenni italiani, la percentuale complessiva dei ritrovamenti ha raggiunto nel 2025 l’importante quota del 78%. Il quadro generale risente invece della complessità legata alla scomparsa dei minori stranieri non accompagnati (il 51% del totale delle denunce nazionali), per i quali il tasso di rintraccio si ferma al 42% a causa delle dinamiche connesse ai flussi migratori e alla rapidità dei loro spostamenti.
Un capitolo cruciale della Relazione, che tocca da vicino la quotidianità operativa di noi volontari, riguarda la tempestività del rintraccio. Nel 2025, ben l’80,1% dei ritrovamenti di cittadini italiani è avvenuto entro i primi 7 giorni dalla denuncia, e il 91,6% entro il primo mese.
Questi dati scientifici dimostrano in modo inequivocabile l’importanza dell’attivazione immediata della macchina dei soccorsi. Non esiste più il “tempo d’attesa” prima di denunciare: la tempestività della segnalazione condiziona in modo diretto l’esito delle ricerche. Sapere che oltre 7 rintracci su 10 si concentrano nella prima settimana investe la Protezione Civile e il volontariato di una responsabilità enorme nelle fasi di “pronto impiego” e di allestimento dei Posti di Comando Avanzati sul territorio.
Oltre all’allontanamento volontario, che rappresenta la causale statistica prevalente (88,9%) , la Relazione pone un forte accento sulla tutela delle persone più fragili, con particolare riferimento ai soggetti affetti da deficit cognitivi o sindrome di Alzheimer. L’allontanamento da casa o dalle strutture di cura di queste persone rappresenta una vera e propria emergenza a causa del disorientamento immediato che le espone a gravissimi rischi.
Proprio su questo aspetto, la collaborazione tra l’Ufficio del Commissario, il Terzo Settore e le Prefetture ha portato alla diffusione di buone pratiche e guide informative destinate a familiari e caregiver, per favorire la prevenzione e, in caso di emergenza, l’immediato contatto con il Numero Unico di Emergenza 112.
Il futuro della gestione di queste emergenze passa inevitabilmente per la digitalizzazione e la condivisione delle informazioni. Tra le novità strutturali introdotte spicca il consolidamento del CISPES (Cruscotto Informativo sulle Persone Scomparse), uno strumento interattivo aggiornato mensilmente che permette di analizzare dinamicamente i dati sul territorio , e lo sviluppo di nuove piattaforme e strumenti operativi (come i prontuari digitali già in uso nel settore ferroviario per visualizzare dati e foto degli scomparsi sui tablet di servizio).
Come evidenziato nella Relazione, l’affidabilità del sistema di ricerca si fonda su modelli d’azione omogenei, sulla standardizzazione delle procedure e sulla costante formazione degli operatori. Un percorso formativo e di aggiornamento che in futuro potrà coinvolgere in modo sempre più strutturato anche il variegato mondo del volontariato e dell’associazionismo di Protezione Civile.
Il Nucleo Volontario di Protezione Civile di Mareno di Piave accoglie gli orientamenti di questa XXXIV Relazione come uno stimolo a mantenere altissimo il livello di prontezza operativa, di formazione tecnica e di sinergia con le autorità prefettizie e le Forze dell’Ordine. Dietro ogni numero e ogni percentuale della Relazione ci sono vite umane, famiglie sospese nell’angoscia e comunità che si mobilitano: essere pronti, formati e tempestivi è il nostro modo di rispondere al Paese.
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