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La tutela delle acque sotterranee rappresenta una delle sfide ambientali più rilevanti per le comunità della pianura veneta. In un contesto caratterizzato da un sistema idrogeologico complesso e da pressioni antropiche crescenti, comprendere lo stato delle falde, le principali criticità e le prospettive di gestione sostenibile è fondamentale per garantire la sicurezza della risorsa idrica, l’uso potabile e la salute pubblica.
Il territorio di Mareno di Piave si colloca nell’alta pianura veneta, una delle aree più importanti per l’alimentazione delle falde acquifere regionali grazie alla presenza di depositi ghiaiosi e sabbiosi altamente permeabili. Questa conformazione geologica consente un’elevata capacità di ricarica delle acque sotterranee, ma allo stesso tempo determina una vulnerabilità significativa alle contaminazioni, in particolare nei corpi idrici superficiali liberi (falde freatiche) tipici delle pianure alluvionali.
Secondo i dati raccolti da agenzie ambientali regionali, nella Provincia di Treviso la qualità delle acque sotterranee mostra una situazione diversificata: aree occidentali del territorio presentano criticità legate a concentrazioni elevate di nitrati, presenza di solventi organo-clorurati ed erbicidi, mentre verso est, compresa gran parte delle aree vicino al corso del Piave, la qualità tende a essere migliore grazie all’apporto idrico e alla minore intensità delle pressioni antropiche.
Le autorità ambientali, in particolare ARPAV, monitorano in modo continuativo la qualità delle acque sotterranee venete attraverso una rete di centinaia di punti di controllo distribuiti sul territorio. Secondo il Rapporto 2024, circa il 66 % dei punti di monitoraggio è classificato con qualità chimica buona, ovvero senza superamenti degli standard di legge previsti dal D.Lgs. 152/2006.
Tuttavia, alcune criticità emergono ancora:
Questi elementi evidenziano come le acque sotterranee, pur in larga parte in buono stato, debbano essere costantemente monitorate per prevenire degradi di qualità a lungo termine.
La posizione di Mareno di Piave nella zona di ricarica dell’acquifero indifferenziato — l’elemento fondamentale dell’alta pianura veneta — attribuisce al territorio un ruolo strategico non solo per l’approvvigionamento idrico locale, ma anche per l’equilibrio complessivo del sistema idrico regionale. L’acqua che si infiltra nel sottosuolo in questa area alimenta, infatti:
Questa posizione rende la comunità di Mareno potenzialmente sensibile sia agli impatti positivi delle azioni di tutela sia ai rischi derivanti da contaminazioni locali e diffuse.
Le principali pressioni che possono influire negativamente sulla qualità delle acque sotterranee includono:
Proprio per questo, normative e politiche ambientali europee e nazionali insistono sulla necessità di aree vulnerabili soggette a regolamentazioni specifiche e alla pianificazione di azioni di prevenzione.
Per una comunità come quella di Mareno di Piave, la gestione sostenibile dell’acqua sotterranea non è un aspetto tecnico circoscritto agli addetti ai lavori, ma una questione di salute pubblica, sicurezza alimentare e qualità della vita.
Il progetto SAMPAS, promosso a livello regionale, ha l’obiettivo di rafforzare e coordinare il monitoraggio delle acque sotterranee — con particolare attenzione alla raccolta e alla condivisione dei dati — per migliorare la conoscenza scientifica e fornire supporto alle politiche di tutela. Questo approccio integrato è fondamentale per:
La risorsa acqua, soprattutto quella sotterranea, è un bene prezioso per Mareno di Piave e per l’intero Veneto. La sua tutela richiede un impegno collettivo, che coinvolga istituzioni, tecnici, cittadini e realtà associative come il Nucleo Volontario di Protezione Civile.
Essere consapevoli della vulnerabilità delle falde, delle fonti di pressione e degli strumenti normativi e di monitoraggio a disposizione è il primo passo per costruire una comunità resiliente, capace di proteggere la salute dei suoi abitanti e la qualità dell’ambiente che la circonda.
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